Come presentare la propria musica: biografia, immagini e progetto artistico con Mary Tondato

Avere un buon brano nel cassetto è solo il primo passo. Ma come si trasforma una grande traccia in un progetto discografico solido? E soprattutto, cosa cercano i professionisti del settore quando un artista emergente bussa alla loro porta? Per approfondire questi temi abbiamo intervistato Mary Tondato, Artist Manager, Talent Scout, Music Business Strategist, fondatrice di MTmusic e Responsabile Comunicazione e Marketing di JE SO PAZZO Music Festival.

Nel tuo percorso come Artist Manager, Talent Scout, Music Business Strategist, fondatrice di MTmusic e Responsabile Comunicazione e Marketing di JE SO PAZZO Music Festival, hai visto passare centinaia di progetti. Qual è la lezione più grande che la tua esperienza sul campo ti ha insegnato quando si parla di talento e mercato musicale?


Mary Tondato:
«La lezione più importante è che il talento, da solo, non basta. È il punto di partenza, ma deve trasformarsi in un progetto artistico credibile, riconoscibile e sostenibile. Nel mio lavoro incontro artisti molto capaci che faticano a trovare il proprio pubblico e giovani che, grazie ai social, ottengono grande visibilità senza riuscire a costruire una carriera musicale. Essere conosciuti non significa automaticamente essere riconosciuti come artisti. Un percorso solido richiede identità, strategia, costanza e scelte consapevoli. Non esiste una formula valida per tutti: ogni artista ha una storia, un potenziale e un pubblico diversi. Come manager, il mio compito è individuare queste potenzialità, valorizzarle e creare le condizioni per una crescita professionale. Anche per questo considero importanti realtà come JE SO PAZZO Music Festival, che offrono agli artisti occasioni di esibizione, formazione e confronto con il settore.»

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Quando un artista emergente ti invia la sua musica, quali sono i dettagli (tra biografia, foto e atteggiamento) che ti fanno capire subito se c’è un’identità artistica solida su cui lavorare?


Mary Tondato:
«Cerco innanzitutto coerenza tra ciò che ascolto, ciò che vedo e il modo in cui l’artista racconta se stesso. Non mi fermo al brano: osservo la comunicazione, i contenuti e l’immagine costruita intorno alla musica. Non è necessario che il progetto sia già perfetto; spesso quelli più interessanti hanno ancora ampi margini di crescita. Cerco una personalità riconoscibile e una visione autentica, non il tentativo di imitare ciò che funziona sul mercato. Valuto inoltre curiosità, determinazione, disponibilità al confronto e capacità di lavorare in squadra. Non cerco necessariamente un artista già pronto. Cerco qualcuno che abbia qualcosa da dire e il potenziale per diventare riconoscibile attraverso ciò che fa.»

Molti ragazzi fanno fatica a sintetizzare la propria storia. Qual è l’errore più banale che vedi fare nelle bio e come si fa a raccontarsi in modo professionale senza cadere nel banale?

Mary Tondato: «L’errore più comune è raccontare tutta la propria vita, partendo da quando si cantava da bambini. Frasi come “la musica è sempre stata la mia passione” sono frequenti, ma non spiegano chi sia davvero l’artista. Una buona biografia deve chiarire rapidamente chi si ha davanti, cosa propone, quali esperienze lo hanno formato e cosa lo distingue. Deve essere breve, concreta e credibile. Consiglio di selezionare le informazioni più rilevanti, valorizzare i risultati raggiunti e usare un linguaggio semplice e professionale, evitando sia le esagerazioni sia i successi presentati in modo poco trasparente. Una buona biografia non deve convincermi che sei già una star. Deve farmi venire voglia di scoprire chi sei e ascoltare la tua musica.»

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Se dovessi indicare la checklist definitiva, cosa deve contenere indispensabilmente il materiale da allegare insieme all’invio di un brano per presentare un progetto in modo impeccabile?

Mary Tondato: «Bisogna rendere semplice il lavoro di chi riceve la proposta. Suggerisco un press kit digitale essenziale ma completo, con: Una biografia breve e aggiornata, capace di esprimere l’identità artistica.

  • Il brano, tramite un link accessibile, con titolo, crediti e una breve presentazione.
  • Due o tre fotografie di qualità, coerenti con l’immagine dell’artista.
  • I link ai profili social e alle piattaforme musicali.
  • Un video live, se disponibile.
  • Contatti chiari e aggiornati, inclusi eventuali professionisti già coinvolti. È importante anche personalizzare l’invio in base al destinatario: un’etichetta, un direttore artistico o un organizzatore hanno esigenze diverse. Eviterei email impersonali, presentazioni troppo lunghe e allegati pesanti. La professionalità di un artista si percepisce anche prima di ascoltare la sua musica.»

Per un artista che ha un brano nel cassetto ma si sente smarrito su come proporlo, qual è il primissimo passo da compiere per iniziare a costruire una strategia di personal branding efficace?

Mary Tondato: «Gli direi di non avere fretta di pubblicarlo. Oggi distribuire musica è semplice; la vera difficoltà è raggiungere le persone giuste e trasformare l’ascolto in interesse duraturo. Il primo passo è capire chi si è artisticamente, cosa si vuole comunicare e a quale pubblico ci si rivolge. Il personal branding non significa inventare un personaggio, ma valorizzare gli elementi autentici della propria identità. Solo dopo si possono definire immagine, comunicazione, contenuti, presenza digitale e promozione. I numeri sono importanti, ma non bastano a dimostrare la solidità di un progetto. La vera sfida non è ottenere attenzione per qualche giorno, ma trasformare quell’attenzione in interesse, l’interesse in pubblico e il pubblico in una community che scelga di seguirti nel tempo. Anche le esperienze formative e il confronto con i professionisti sono fondamentali. JE SO PAZZO Music Festival offre agli artisti l’opportunità di acquisire consapevolezza e conoscere più da vicino le dinamiche del settore. Il punto non è semplicemente pubblicare una canzone, ma iniziare a costruire qualcosa che abbia valore anche dopo che quella canzone ha esaurito il suo primo momento di visibilità.»

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I consigli di Mary Tondato ci ricordano che il percorso di un artista non si improvvisa: studio, cura dei dettagli e confronto con i grandi professionisti del settore sono le chiavi per fare il salto di qualità. Continua a seguire il nostro blog e i nostri canali social per scoprire tutti i retroscena, le interviste e le novità sulle prossime edizioni.

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